Creativaconcc, copywriter freelance "pratica"

Il blog "creativaconcc" - selezione di notizie, idee e opportunità nel campo della scrittura - è un'iniziativa di Simona Cremonini, copywriter/editor/addetta stampa libera professionista.
Come creativaconcc (ovvero "creativa con conto corrente") sono costantemente disponibile per nuove collaborazioni con agenzie di comunicazione, case editrici, redazioni giornalistiche, enti, aziende, autori e professionisti nei campi della scrittura pubblicitaria, redazione testi, ufficio stampa, editing, correzione bozze, oppure per l'organizzazione di eventi letterari (festival, corsi, presentazioni).

Per preventivi potete visitare il sito personale oppure scrivermi a creativaconcc@simonacremonini.it


mercoledì 2 gennaio 2008

[La posta di creativaconcc] Come si diventa copy?

Buon giorno Simona,
mi chiamo Francesca, ho 28 anni e in questi periodi sto ragionando su come potrei fare per riuscire a trovare un lavoro creativo e avvincente.
Data la mia passione per il disegno stavo pensando a corsi di grafica, poi parlando con un mio amico, al quale ho raccontato che scrivo per un giornale e che mi piace motlo scrivere, mi ha consigliato di dedicarmi al copy. Questo per me è un settore pressochè inesplorato e vorrei chiederti in che modo mi potrei avvicinare ad esso.
Abito nella provincia di Ancona e cercando su internet notizie in merito a corsi che riguardino questo ambito e nella mia zona non è emerso niente. Hai informazioni in merito?
Non riesco ad aprire la pagina che riguarda il tuo curriculum...che tipo di percorso hai fatto?
Spero di ricevere presto tue notizie.
Distinti saluti.
Francesca




Cara Francesca,
fare il copy non è solo un lavoro creativo e avvincente, purtroppo.
Fare il copy è sacrificio, soprattutto se non sei inserita in una struttura che ti dà lavoro (un'agenzia) ma devi andarti a cercare in giro lavori da fare, scontrandoti con chi crede nel fai-da-te (comprese molte agenzie, che non si rivolgono a una persona esperta per risparmiare e poi hanno errori di grammatica o di battitura nei loro testi), con gli altri copy assetati di lavoro (perché campare scrivendo non è una passeggiata e bisogna essere commerciali davvero in gamba, direi iene se mi consenti il termine) e con tanti che si improvvisano da un giorno all'altro solo perché laureati in determinate discipline (lettere, scienze della comunicazione, ecc.).

Leggendo la tua email mi pare che tu abbia ancora le idee poco chiare su quello che vuoi fare nella vita, e non mi sento di incoraggiarti né di scoraggiarti. Però pensaci bene perché la strada che stai valutando è tutta in salita.

Spiegarti il percorso di vita che mi ha portato a fare la copy è tutt'altro che facile. Sono diventata quello che sono per caso. Mi piaceva scrivere e sono capitate delle occasioni in uno o nell'altro settore (giornalismo, editoria, comunicazione). A volte sono state cercate, a volte sono capitate per semplice fortuna. Ma scrivere è quello che ho sempre voluto fare e va bene così.
Per quanto riguarda dei corsi, non esiste uno specifico percorso. Credo che anche nelle università ci siano dei corsi generici per lavorare in pubblicità, non una vera e propria laurea per copy.
L'ideale sarebbe fare esperienza vicino a qualcuno che da molti anni lavora nel settore. Magari tramite un tirocinio o uno stage.
Io ho studiato molto da autodidatta: per due anni ho osservato molto, ho letto, ho cercato di capire cosa stava dietro il meccanismo della pubblicità e del web. Poi un giorno mi è capitata un'occasione e l'ho sfruttata per avvicinarmi a uno studio pubblicitario.
Su creativaconcc puoi trovare segnalati alcuni libri che ti possono aiutare per capire meglio il mestiere (se tra le etichette selezioni "libro" li puoi filtrare facilmente). A me è piaciuto molto il libro di Michelangelo Coviello, perché non fissa dei paletti ma fa molti esempi pratici e dà una bussola per capire più o meno dove va un copy.

Il mio primo consiglio è quello di chiarirti le idee, perché so che da fuori può sembrare tutto rosa e fiori ma in realtà un copy freelance non passa le sue giornate a scrivere né a fare il creativo. E' già tanto se in un mese fai 3 o 4 ore "pure" da creativo. Il resto è un lavoro molto commerciale, fatto di email scambiate, ore al telefono, clienti che ti fanno rifare 3 volte un lavoro per colpe tue e non tue, e tanto altro ancora.
Insomma, se non ti prendi un account (e difficilmente all'inizio potrai permettertelo) preparati a un lavoro massacrante sotto l'aspetto delle pubbliche relazioni. (per me durato 4 anni per fare della scrittura un lavoro a tempo pieno)

Non voglio scoraggiarti, ma questa è la realtà...
Ciao
Simona



3 commenti:

alessandro ha detto...

Ciao,
da qualche mese seguo questo tuo interessante esperimento e, devo proprio dirlo, ho avuto paura che con l'inizio dell'anno avresti deciso di farlo morire... Per fortuna non è andata così!
Non da copy, ma da aspirante editor è la mia iniziale esperienza e devo dire che, da principio, l'impatto che maggiormente spaventa è l'assoluta autoreferenzialità del mondo dell'editoria. Non so se il discorso possa valere allo stesso modo per un copywriter o un grafico o un web-designer, ma l'impressione è che sia così...
Lasciare ogni speranza di rapporti di lavoro subordinati, gettarsi alla ricerca di quanto mai improbabili collaborazioni (spesso malamente retribuite) e, ultimo ma in realtà al primo posto, essere promotori di se stessi. Insomma hai proprio ragione quando dici che il mestiere del copy è innanzitutto un mestiere commerciale.
Sarà per l'incertezza che per adesso preferisco mantenere il mio disgustoso impiego da impiegato e passare il tempo libero svolgendo i lavori "creativi" che sto raccattando in giro (collaborazioni con case editrici e giornali). Ad ogni modo apprezzo il coraggio della "creativaconcc": partita IVA liberoprofessionismo, autonomia... Spero di raggiungerti presto!
Buon anno a tutti

Alessandro

aras ha detto...

Ciao Simona,
girovagando per il web, son finita nel tuo articolo..un pò datato ma ancora attuale (purtroppo sigh!). Come Francesca, sto valutando se avviarmi nel lavoro di web copy (si può definire così?) dato che ho avuto qualche esperienza in merito. Ciononostante non è sufficiente per aprire una partita iva :( Vorrei sapere dopo quanto tempo hai valutato l'idea di aprire una p.iva. Grazie :-)

simonacremonini ha detto...

Ciao aras, io ho aperto partita iva nel giugno 2007 e avevo collaborazioni da circa 4 anni, molto frammentate. In questo momento aprire una partita iva non ti conviene anche per motivi aggiuntivi a quelli che avevo indicato nel post: con la riforma del lavoro non si possono avere lavori continuativi per più di 6 mesi all'anno, quindi una partita iva fa veramente fatica a stare in piedi! (io ho diversi clienti di cui gestisco l'ufficio stampa e ora, anzi, dovrò capire se potrò portarli avanti e in che modo)...
Quindi forse è il caso di aspettare almeno di fare chiarezza anche su questo fronte!
Poi io consiglio sempre di averne diverse di collaborazioni quando si fa il passo... perché in momento di crisi i collaboratori più facili da tagliare sono i freelance, quindi si rischia di rimanere con un pugno di mosche!