Creativaconcc, copywriter freelance "pratica"

Il blog "creativaconcc" - selezione di notizie, idee e opportunità nel campo della scrittura - è un'iniziativa di Simona Cremonini, copywriter/editor/addetta stampa libera professionista.
Come creativaconcc (ovvero "creativa con conto corrente") sono costantemente disponibile per nuove collaborazioni con agenzie di comunicazione, case editrici, redazioni giornalistiche, enti, aziende, autori e professionisti nei campi della scrittura pubblicitaria, redazione testi, ufficio stampa, editing, correzione bozze, oppure per l'organizzazione di eventi letterari (festival, corsi, presentazioni).

Per preventivi potete visitare il sito personale oppure scrivermi a creativaconcc@simonacremonini.it


giovedì 10 gennaio 2008

[La posta di creativaconcc] Giornalista e copy: partita iva unica?

Ciao Simona.
Scusa se mi permetto di disturbarti, ma sono anch'io uno sventurato figlio della nobile leva calcistica del '79 - quindi tuo coetaneo - e il caso vuole che sia anche un tuo - sia pure meno brillante - collega.
Complimenti per il blog e per la tua attività: sei una tosta...
Ti chiedo un consiglio, se possibile. Di fatto, anch'io mi accingo a campare di scrittura (copy, giornalista, e magari qualcosina da autore tv) come freelance a tempo pieno.
Sono iscritto all'Albo dei Giornalisti come pubblicista da un bel po' di anni, e finora mi sono fatto pagare tutto in co.co.co da giornalista, sia quando ho lavorato da cronista vero e proprio (pagato dai giornali), sia come copy (pagato da un'agenzia per la quale ho ufficialmente figurato come 'addetto stampa').
Adesso però vorrei aprire partita Iva per vendermi anche a committenti 'occasionali' oltre a quelli continuativi senza dover fare giri e trucchi strani.
Per questo ti chiedo: come copy e come giornalista tu hai aperto una partita iva unica o due separate? E i contributi? Io finora ovviamente ho dato tutto all'inpgi, adesso dovrò anche versare all'INPS?
"Vai da un commercialista!", mi risponderai tu. Hai ragione, provvederò; solo che volevo andarci potendo esibire un minimo di consapevolezza, invece che pendere totalmente dalle sue labbra... Ho cercato un po' in Internet, ma non ho trovato granché. Poi ho visto il tuo blog, e ho pensato di chiedere una dritta a te, se puoi.
Scusa il disturbo, ovviamente non mi offenderò se non avrai tempo/voglia/modo di rispondermi.
Grazie comunque, un saluto e in bocca al lupo per tutto

Francesco


Ciao Francesco,
Effettivamente con il "vai da un commercialista" ci hai proprio azzeccato! (seriamente, l'ho davvero apprezzato, è davvero un sintomo di intelligenza!)
Purtroppo non posso aiutarti granché perché io per ora non sono pubblicista e non sono giornalista, per cui ho aperto la partita iva in pubbliche relazioni per mettere insieme copywriting, lavori editoriali di editing e correzione bozze, la gestione degli uffici stampa e la scrittura per testate giornalistiche.
I contributi li verso all'Inps e non so come possa funzionare per chi è pubblicista.
Da quello che so un giornalista non può scrivere per la pubblicità, per cui il modo in cui attualmente hai inquadrato l'attività di copywriting è probabilmente il modo migliore per risolvere la questione anche in futuro.
Ma dovresti appunto sentire un commercialista ed eventualmente qualche amico giornalista freelance con partita iva per sapere come ha fatto lui. Nel mio caso non conoscevo nessuno che facesse il mio lavoro con partita iva e il mio consulente ha fatto direttamente qualche piccola ricerca, dopo le spiegazioni sul lavoro che avrei fatto.
Pubblicherò la tua lettera sul blog per vedere se qualcuno posta la sua esperienza.

Ciao
Simona

3 commenti:

caterina ha detto...

quest'anno avrei dovuto aprire la partita iva per le mie collaborazioni come editor e redattrice di articoli (anch'io non sono ancora pubblicista). il commercialista voleva inserirmi nella categoria professionale "altri servizi alle imprese", credo che sia adatta al caso in questione. però con la nuova finanziaria, se hai un reddito complessivo inferiore ai 30.000 euro annui, non serve aprire la partita iva. ti conviene informarti in proposito, credo che sia sufficiente rivolgersi a un patronato, se vuoi risparmiare sul commercialista.

buona fortuna

caterina

(simona, grazie per il tuo impegno, sarei stata davvero molto triste se avessi chiuso il blog).

creativa_con_c/c ha detto...

C'è sempre la problematica di come porsi professionalmente nei confronti di un committente.
A un certo punto, quando uno inizia ad avere un po' di lavoro, nasce l'esigenza di non essere più un "qualcosa" di non definito e occasionale.
Certo, io consiglio di aspettare il più possibile per la partita iva, ma per dedicarsi a tempo pieno a un lavoro occorre fare serie valutazioni al riguardo. Se qualcuno ha informazioni maggiori su queste nuove soluzioni mi mandi pure un'email, pubblicherò volentieri per dare visibilità alle alternative.

(grazie caterina, il ritmo più soft negli aggiornamenti mi sta aiutando molto)

Bruno Cairo ha detto...

Per quel che riguarda i giornalisti pubblicisti (io sto quasi per diventarlo mancano 2 mesi per presentare domanda finalmente!) se non erro possono scrivere anche per la pubblicità. Quelli che invece rischiano addirittura di essere radiati dall'ordine sono i giornalisti professionisti.
Non so se questa informazione possa servire al nostro amico Francesco come spunto sull'inquadramento professionale.

A Simona che dire COMPLIMENTI per il blog, sono un assiduo lettore è davvero un'idea "creativa"

A tutti coloro che vorrebbero vivere di scrittura un grosso in bocca al lupo, grazie a questo blog ho scoperto che siamo in molti nella stessa situazione.
Ciao a tutti!!!

Bruno