Creativaconcc, copywriter freelance "pratica"

Il blog "creativaconcc" - selezione di notizie, idee e opportunità nel campo della scrittura - è un'iniziativa di Simona Cremonini, copywriter/editor/addetta stampa libera professionista.
Come creativaconcc (ovvero "creativa con conto corrente") sono costantemente disponibile per nuove collaborazioni con agenzie di comunicazione, case editrici, redazioni giornalistiche, enti, aziende, autori e professionisti nei campi della scrittura pubblicitaria, redazione testi, ufficio stampa, editing, correzione bozze, oppure per l'organizzazione di eventi letterari (festival, corsi, presentazioni).

Per preventivi potete visitare il sito personale oppure scrivermi a creativaconcc@simonacremonini.it


mercoledì 30 gennaio 2008

[La posta di creativaconcc] Corsi e master

Pubblico la testimonianza di una ragazza che mi ha scritto qualche giorno fa. Mi pare importante per chi sta valutando corsi a master, visto che quest’email conferma l’esistenza di un “sottobosco” non noto a molti che vorrebbero imbarcarsi nella scrittura a tempo pieno. Purtroppo questa è la realtà.


Cara Simona,

che piacere trovare il tuo blog e scoprire che non sono l'unica a tentare di sbarcare il lunario scrivendo.
Sono Claudia, una giornalista pubblicista di Verona. Mi trovo a Roma dallo scorso marzo per tentare il cosiddetto Salto. Sì, nel fosso! Sono caduta nella trappola dei Master, vincendone uno in comunicazione ambientale organizzato dal Cts. Pensavo di aver avuta la classica botta di fortuna invece finito il master e lo stage incluso, mi sono accorta che era tutta una presa per i fondelli. La radio in cui ho fatto lo stage vive di stagiste gratuite appunto, perciò al momento di parlare di contratti, si è sentito un gran tonfo. Quello del portone che mi si chiudeva a forza di rimandi e proposte di continuare a lavorare a gratis, in vista di non si sa che prospettiva.
(...)

sabato 26 gennaio 2008

Avvertenze per i visitatori

Alcune avvertenze per i visitatori di Creativaconcc

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Inoltre, segnalo questo interessante articolo di Luca Lodi:
http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1647198

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Simona Cremonini
simona_cremonini@tiscali.it

Telelavoro dipendente: ma come redattori si possono davvero fare delle collaborazioni occasionali?

Avrei dovuto postare questo articolo:
http://blog.pmi.it/24/01/2008/il-telelavoro-secondo-la-legge-a-meta-strada-tra-datore-e-dipendente/
come “idee opportune” o “idee inopportune”, ma mi ha provocato delle riflessioni che vorrei condividere.


Tra parentesi premetto che avrei dovuto postarlo come uno o l’altro a seconda di come si vuole vedere la posizione di un libero professionista come me di fronte al telelavoro dipendente. Se devo vederla da parte mia, questo articolo è certamente un’idea più che opportuna.


Infatti, se il telelavoro è un lavoro dipendente a tutti gli effetti, ma in una sede diversa e svolto grazie alle tecnologie informatiche, il confine tra una collaborazione esterna – per esempio con una casa editrice per la stesura periodica di testi – e lo stesso telelavoro dipendente diventa davvero labile; e in questo caso per un professionista come me non possono che esserci vantaggi: quanti possono permettersi di aprire una partita iva senza prima aver fatto nascere collaborazioni in giro? Quanti da dipendenti hanno interesse a passare alla libera professione? Quante case editrici o agenzie hanno interesse a fare un contratto a progetto per carichi di lavoro dai 50 ai 300 euro mensili? (e tante microcollaborazioni indispensabili per sopravvivere e crearsi “il giro di affari” si attestano su queste quantità di lavoro e di guadagno).


E quindi, se la distanza non è un motivo per non considerarsi un dipendente, come si deve porre un eventuale “datore di lavoro” di fronte a un correttore bozze (o un copy, o un redattore) che gli propone una collaborazione a distanza?

Dall’articolo:
Stando a ciò il telelavoro può essere soggetto a contratto part time o a tempo determinato. Ciò che è importante è che non vi siano sostanziali differenze, anche in termini di mole e impegno, tra il lavoro in loco e quello a distanza.

Insomma, il titolo del post è emblematico per questo: telelavoro dipendente, ma si possono davvero fare delle collaborazioni occasionali?
Mi pare una strada piuttosto accidentata. (e da professionista non mi dispiace del tutto: molta meno concorrenza!)


Link di riferimento:
http://blog.pmi.it/24/01/2008/il-telelavoro-secondo-la-legge-a-meta-strada-tra-datore-e-dipendente/
http://www.uil.it/pol_contrattuali/accordo_telelavoro2004.pdf
___
ps: l'immagine è presa dal blog di Elvezio (http://mal-pertuis.blogspot.com/).
Se usandola ho violato qualche diritto... prendetevela con lui ;-)

[Idee INopportune] No comment

No comment su questo.

mercoledì 23 gennaio 2008

[Risorsa] Contribuenti minimi, qualche info

Un paio di articoli in cui si parla del nuovo decreto sui “Contribuenti minimi”:
http://www.pmi.it/leggi-e-norme/news/1987/contribuenti-minimi-pubblicato-il-decreto.html
http://www.pmi.it/lavoro-e-imprenditoria/news/1973/contribuenti-minimi-al-via-nuove-disposizioni.html

ps: Come sempre, per le questioni fiscali, rivolgetevi a un commercialista! Del resto è il suo lavoro.

[Step] I Mac

Un piccolo passo per la creativaconcc, un grosso passo per il conto corrente...
Da ieri un MacBook Pro è entrato in famiglia!

lunedì 21 gennaio 2008

[Risorsa] L’importanza del tempo per un traduttore freelance

Tra coloro che non hanno dimestichezza con questo lavoro, è diffusa l'idea che essere un freelance significhi avere più libertà di movimento di quanta se ne abbia lavorando da dipendenti. In pratica, essi pensano che si possa lavorare 'quando' e 'se' si decide di farlo.

Un articolo che vale per qualunque freelance, non solo per i traduttori!

http://www.lexicool.com/article-freelance-translator-ricagno.asp?IL=2

venerdì 18 gennaio 2008

[Alla lavagna] Traduzione di una fattura

Come si traduce una fattura dall’italiano all’inglese?
Non riesco a capire come indicare in una fattura per gli Stati Uniti la voce “rivalsa Inps 4%”

“Right of offset 4”%?

Chi mi dà una mano???

mercoledì 16 gennaio 2008

[Idee INopportune] Cerco e offro lavoro

Bazzicando gli annunci sul web mi imbatto spesso in annunci postati nella categoria sbagliata (cosa per me molto fastidiosa!).

Quindi, riepilogando:

Offerte di lavoro: sono messe da chi offre un lavoro, cioè da chi – come un’azienda – ha bisogno di un lavoratore da pagare (o da non pagare, come per molte collaborazioni, ma questo è un altro discorso)

Richieste di lavoro: sono messe da chi cerca lavoro, da chi è disoccupato o cerca un’occupazione: da chi vuole farsi pagare per fare qualcosa!

domenica 13 gennaio 2008

[Idee opportune] Corsi di scrittura utili e inutili

Spesso mi contattano per sapere se uno o l’altro corso di scrittura (scrittura creativa, web editing, copywriting, giornalismo, ecc) è valido o non valido, se vale la pena farlo, se è troppo costoso, ecc. (come se io fossi onnisciente, a volte...)

Ho pensato di fare un breve post al riguardo tanto per aiutare chi deve scegliere un corso da fare.

I corsi vanno tutti valutati facendo delle considerazioni importanti riguardo a:
- Contenuti del corso: occorre procurarsi un programma o mettersi in contatto con il docente o chi organizza il corso (se non vi mettono a disposizione un programma in 20 righe... be’, mi sa tanto che non è molto serio!);
- Costo (commisurato al docente, alla durata, alle spese di spostamento che dovremo sostenere, alle nostre disponibilità economiche... insomma, un corso può costare tanto e dare tanto, oppure costare tanto ed essere inutile!)
- Durata (vale la pena fare un corso molto generico che sia anche molto breve?)
- Possibilità effettiva di impegno (mai fare un corso se poi non si ha il tempo di seguire tutte le lezioni)
- Docenza e public relations (intendo dire che se il docente è un personaggio “importante” nel settore in cui vogliamo lavorare può essere utile fare un piccolo investimento per conoscerlo in modo informale e per captare come ha fatto lui a diventare un professionista, nonché per stringere amicizia per il futuro)

Un corso è utile quando trasmette informazioni, trasmette know-how, dà la possibilità di mettersi in gioco in aula, dà la possibilità di fare un investimento economico appropriato e commisurato all’utilità del corso.

Una quotazione personale:
Credo che una giornata in aula debba costare al massimo un centinaio di Euro (comprese le spese di spostamento), ma solo se è un corso veramente “tosto” per il quale tutti i 5 fattori su esposti sono ottimizzati.
Io di più non spenderei, perché i corsi difficilmente aprono in modo automatico delle porte, occorre comunque darsi da fare parecchio per aprirle.

Naturalmente chi ha esperienze diverse posti un commento, grazie.



Ps: un altro aspetto è la possibilità di fare uno stage dopo il corso. Io penso che un corso (soprattutto di breve durata, in 7-10 lezioni) che prevede uno stage non retribuito sia un corso inutile, vuol dire che in aula non si impara nulla e che, oltre a farsi pagare per insegnare nulla, poi sfruttano pure i corsisti per farli lavorare gratis. Se decidete di fare uno stage, non pagate 3000 euro per fare prima un corso di preparazione. La mia impressione è che i corsi fatti a certe cifre siano delle vere fregature.

giovedì 10 gennaio 2008

[La posta di creativaconcc] Giornalista e copy: partita iva unica?

Ciao Simona.
Scusa se mi permetto di disturbarti, ma sono anch'io uno sventurato figlio della nobile leva calcistica del '79 - quindi tuo coetaneo - e il caso vuole che sia anche un tuo - sia pure meno brillante - collega.
Complimenti per il blog e per la tua attività: sei una tosta...
Ti chiedo un consiglio, se possibile. Di fatto, anch'io mi accingo a campare di scrittura (copy, giornalista, e magari qualcosina da autore tv) come freelance a tempo pieno.
Sono iscritto all'Albo dei Giornalisti come pubblicista da un bel po' di anni, e finora mi sono fatto pagare tutto in co.co.co da giornalista, sia quando ho lavorato da cronista vero e proprio (pagato dai giornali), sia come copy (pagato da un'agenzia per la quale ho ufficialmente figurato come 'addetto stampa').
Adesso però vorrei aprire partita Iva per vendermi anche a committenti 'occasionali' oltre a quelli continuativi senza dover fare giri e trucchi strani.
Per questo ti chiedo: come copy e come giornalista tu hai aperto una partita iva unica o due separate? E i contributi? Io finora ovviamente ho dato tutto all'inpgi, adesso dovrò anche versare all'INPS?
"Vai da un commercialista!", mi risponderai tu. Hai ragione, provvederò; solo che volevo andarci potendo esibire un minimo di consapevolezza, invece che pendere totalmente dalle sue labbra... Ho cercato un po' in Internet, ma non ho trovato granché. Poi ho visto il tuo blog, e ho pensato di chiedere una dritta a te, se puoi.
Scusa il disturbo, ovviamente non mi offenderò se non avrai tempo/voglia/modo di rispondermi.
Grazie comunque, un saluto e in bocca al lupo per tutto

Francesco


Ciao Francesco,
Effettivamente con il "vai da un commercialista" ci hai proprio azzeccato! (seriamente, l'ho davvero apprezzato, è davvero un sintomo di intelligenza!)
Purtroppo non posso aiutarti granché perché io per ora non sono pubblicista e non sono giornalista, per cui ho aperto la partita iva in pubbliche relazioni per mettere insieme copywriting, lavori editoriali di editing e correzione bozze, la gestione degli uffici stampa e la scrittura per testate giornalistiche.
I contributi li verso all'Inps e non so come possa funzionare per chi è pubblicista.
Da quello che so un giornalista non può scrivere per la pubblicità, per cui il modo in cui attualmente hai inquadrato l'attività di copywriting è probabilmente il modo migliore per risolvere la questione anche in futuro.
Ma dovresti appunto sentire un commercialista ed eventualmente qualche amico giornalista freelance con partita iva per sapere come ha fatto lui. Nel mio caso non conoscevo nessuno che facesse il mio lavoro con partita iva e il mio consulente ha fatto direttamente qualche piccola ricerca, dopo le spiegazioni sul lavoro che avrei fatto.
Pubblicherò la tua lettera sul blog per vedere se qualcuno posta la sua esperienza.

Ciao
Simona

martedì 8 gennaio 2008

[Step] Un altro sindaco

Venerdì devo intervistare un sindaco della provincia di Mantova (non quello che ho fatto vincere l’anno scorso... un altro! ;-)

lunedì 7 gennaio 2008

[Idee opportune] Come funziona Knol

In attesa di sapere come e con che retribuzione sarà possibile collaborare con Knol... in questo articolo si inizia a capire come funzionerà la risposta di Google a Wikipedia:
http://www.mytech.it/internet/articolo/idA028001070304.art

giovedì 3 gennaio 2008

[Idee opportune] Contattare WorldSpace Italia

WorldSpace Italia è l’unica società che ha ottenuto l’autorizzazione per il lancio (in abbonamento) del servizio di radio satellitare. L’idea del management è di mettere in piedi un pacchetto di una cinquantina di canali di pay radio.
(mia rielaborazione da: Prima Comunicazione, Dicembre 2007)


E sapete cosa servono alle radio? Ma i contenuti, ovvio! Sceneggiature, spot, programmi, interviste, notiziari...

Contattare la società produttrice potrebbe essere un’opportunità per partecipare alla creazione di questi contenuti.
Purtroppo non è così facile infilarsi in queste realtà così gigantesche...

[Step] Il primo cliente estero

Stamattina mi hanno mandato il mio primo NON-DISCLOSURE AGREEMENT (vedere http://creativaconcc.blogspot.com/2007/08/risorsa-il-contratto-di-riservatezza.html) da New York per scrivere testi creativi per alcuni siti web. Mi sembra incredibile!

mercoledì 2 gennaio 2008

[La posta di creativaconcc] Come si diventa copy?

Buon giorno Simona,
mi chiamo Francesca, ho 28 anni e in questi periodi sto ragionando su come potrei fare per riuscire a trovare un lavoro creativo e avvincente.
Data la mia passione per il disegno stavo pensando a corsi di grafica, poi parlando con un mio amico, al quale ho raccontato che scrivo per un giornale e che mi piace motlo scrivere, mi ha consigliato di dedicarmi al copy. Questo per me è un settore pressochè inesplorato e vorrei chiederti in che modo mi potrei avvicinare ad esso.
Abito nella provincia di Ancona e cercando su internet notizie in merito a corsi che riguardino questo ambito e nella mia zona non è emerso niente. Hai informazioni in merito?
Non riesco ad aprire la pagina che riguarda il tuo curriculum...che tipo di percorso hai fatto?
Spero di ricevere presto tue notizie.
Distinti saluti.
Francesca




Cara Francesca,
fare il copy non è solo un lavoro creativo e avvincente, purtroppo.
Fare il copy è sacrificio, soprattutto se non sei inserita in una struttura che ti dà lavoro (un'agenzia) ma devi andarti a cercare in giro lavori da fare, scontrandoti con chi crede nel fai-da-te (comprese molte agenzie, che non si rivolgono a una persona esperta per risparmiare e poi hanno errori di grammatica o di battitura nei loro testi), con gli altri copy assetati di lavoro (perché campare scrivendo non è una passeggiata e bisogna essere commerciali davvero in gamba, direi iene se mi consenti il termine) e con tanti che si improvvisano da un giorno all'altro solo perché laureati in determinate discipline (lettere, scienze della comunicazione, ecc.).

Leggendo la tua email mi pare che tu abbia ancora le idee poco chiare su quello che vuoi fare nella vita, e non mi sento di incoraggiarti né di scoraggiarti. Però pensaci bene perché la strada che stai valutando è tutta in salita.

Spiegarti il percorso di vita che mi ha portato a fare la copy è tutt'altro che facile. Sono diventata quello che sono per caso. Mi piaceva scrivere e sono capitate delle occasioni in uno o nell'altro settore (giornalismo, editoria, comunicazione). A volte sono state cercate, a volte sono capitate per semplice fortuna. Ma scrivere è quello che ho sempre voluto fare e va bene così.
Per quanto riguarda dei corsi, non esiste uno specifico percorso. Credo che anche nelle università ci siano dei corsi generici per lavorare in pubblicità, non una vera e propria laurea per copy.
L'ideale sarebbe fare esperienza vicino a qualcuno che da molti anni lavora nel settore. Magari tramite un tirocinio o uno stage.
Io ho studiato molto da autodidatta: per due anni ho osservato molto, ho letto, ho cercato di capire cosa stava dietro il meccanismo della pubblicità e del web. Poi un giorno mi è capitata un'occasione e l'ho sfruttata per avvicinarmi a uno studio pubblicitario.
Su creativaconcc puoi trovare segnalati alcuni libri che ti possono aiutare per capire meglio il mestiere (se tra le etichette selezioni "libro" li puoi filtrare facilmente). A me è piaciuto molto il libro di Michelangelo Coviello, perché non fissa dei paletti ma fa molti esempi pratici e dà una bussola per capire più o meno dove va un copy.

Il mio primo consiglio è quello di chiarirti le idee, perché so che da fuori può sembrare tutto rosa e fiori ma in realtà un copy freelance non passa le sue giornate a scrivere né a fare il creativo. E' già tanto se in un mese fai 3 o 4 ore "pure" da creativo. Il resto è un lavoro molto commerciale, fatto di email scambiate, ore al telefono, clienti che ti fanno rifare 3 volte un lavoro per colpe tue e non tue, e tanto altro ancora.
Insomma, se non ti prendi un account (e difficilmente all'inizio potrai permettertelo) preparati a un lavoro massacrante sotto l'aspetto delle pubbliche relazioni. (per me durato 4 anni per fare della scrittura un lavoro a tempo pieno)

Non voglio scoraggiarti, ma questa è la realtà...
Ciao
Simona